E' difficile e meraviglioso vivere in questa città
martedì 28 dicembre 2010
giovedì 23 dicembre 2010
Dopo i cortei, in migliaia alla Sapienza Incontro con Napolitano, centro ancora blindato
Dal corteo principale che dalla tangenziale e la A 24 è rientrato alla Sapienza ai liceali attestati al Gianicolo. Dopo ore di paralisi in tutta Roma est, il traffico si è normalizzato. Nessun "assedio" al ministero di viale Trastevere. "Siamo oltre 30mila" fanno sapere gli studenti mentre una loro delegazione è stata ricevuta dal presidente Napolitano. Alemanno: "Finora giornata positiva" ma il cuore della capitale resta sotto stretto monitoraggio.Gli slogan? "La prossima volta assaltiamo il cielo" e anche "Voi nella zona rossa, noi liberi nella città"
"Voi nella zona rossa, noi liberi nella città". E' lo slogan-manifesto di come si è svolta capitale la protesta degli studenti contro il ddl Gelmini. Cortei e sit-in sono stati a macchia di leopardo, ma tutti nelle aree periferiche e ora migliaia di studenti sono rientrati alla Sapienza dopo aver occupato pacificamente tutta Roma est, e sfilato anche lungo il tronchetto autostradale della A 24 e la via Tiburtina. La mobilitazione più scenografica, accompagnata anche da qualche applauso dalle finestre, è stata l'occupazione in tarda mattinata della Tangenziale Est. Traffico paralizzato, ma ora via via si sta normalizzando. E gli studenti danno i numeri: "Siamo oltre 30 mila" . Una delegazione è stata ricevuta nel pomeriggio dal presidente Giorgio Napolitano.
"Il presidente della Repubblica ha detto di essere disposto ad esaminare le nostre alternative e proposte alla riforma Gelmini", ha detto uno degli studenti della delegazione che ha incontrato oggi il Capo dello Stato.
Ricevuti al Quirinale. A metà pomeriggio una dozzina di studenti universitari in rappresentanza di varie facoltà è entrata al Quirinale per essere ricevuta dal presidente della Repubblica. Scopo dell'incontro, illustrare i contenuti del messaggio fatto precedentemente recapitare al Capo dello Stato. Ieri le associazioni studentesche avevano esortato Napolitano a non firmare il ddl Gelmini.
I tre cortei della mattina. A Ostiense i circa 200 tra Cobas, studenti e lavoratori, hanno imboccato la stazione metro Piramide e si sono ritrovati nella città universitaria. Sulla Tuscolana, gli studenti di Roma Tre hanno bloccato il traffico, e al Gianicolo i medi hanno sfilato intorno al Fontanone e lungo la Passeggiata del Gianicolo. Stop alle auto, potevano transitare solo le ambulanze verso il Bambin Gesù. Stamani i liceali erano qualche centinaio con la mani dipinte di bianco e slogan come "La vostra cultura è la forza, la nostra forza è la cultura". "Abbiamo dipinto le mani di bianco come simbolo di pace, contro le violenze della scorsa manifestazione che non ci appartengono" spiegavano gli studenti mentre intonavano cori di protesta. "Vorremmo arrivare davanti al ministero - spiega uno studente del Mamiani - ma non sappiamo se ci riusciremo perchè ci sono camionette ovunque". Nessuno degli studenti ha mai puntato verso la "zona rossa", rimasta deserta e immersa in un silenzio irreale.
I blocchi del traffico. "Ci scusiamo per il disagio" è stato questo lo slogan scandito al ritmo di battito delle mani dal corte degli studenti ha attraversato la Tangenziale , prima all'imbocco dell'A24. I manifestanti hanno camminato tra le auto bloccate. Applausi dagli automobilisti in coda, scesi per seguire la manifestazione.
"Lo vedi che succede a votà Silvio". E' uno degli slogan cantati nel sottopassaggio dell'A24 dai ragazzi. Alcuni studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bombe carta sull'autostrada, occupando entrambe le carreggiate del tronchetto autostradale. Sui muri del sottopassaggio la scritta: "La prossima volta assaltiamo il cielo".
La zona rossa. Blindatura soft e atmosfera di attesa: si presenta così il centro di Roma, per ora neanche sfiorato dai tre cortei di studenti in occasione del voto al senato del ddl Gelmini. Pochi negozianti del centro per timore di danneggiamenti hanno scelto di non aprire. I blindati delle forze dell'ordine stazionano solo in prossimità dei palazzi delle istituzioni, in particolare vicino ai ministeri dell'Istruzione, dell'Economia e a Palazzo Madama. Mini pattuglie di uomini delle forze dell'ordine sono state dislocate lungo il centro, pronte a raggiungere zone di eventuali tensioni. Ma finora sono state con le braccia conserte.
Blitz. Itinerari a sorpresa, flash mob, azioni estemporanee e 'incursioni' creative al di là della 'zona rossa' centrale. La protesta, sempre lontana dai Palazzi, ora procede dentro La Sapienza.
L'applauso all'operaio morto. Dal corteo sulla Tangenziale ed è partito un lungo applauso: così gli studenti hanno espresso la loro solidarietà alla famiglia dell'operaio morto in un incidente sul lavoro nella facolta di Scienze politiche, alla Sapienza. Al megafono uno dei ragazzi ha urlato: "Vergogna! Basta morti bianche! Solidarietà alla famiglia dell'operaio morto oggi su un'impalcatura della nostra facoltà". Stessa solidarietà dagli studenti-lavoratori che erano riuniti all'Ostiense
Alemanno: "Giornata positiva". "Fino a questo momento la giornata è trascorsa positivamente, senza nessun incidente. Possiamo tirare un sospiro di sollievo e possiamo dire che le brutte immagini del 'martedi' nerò di Roma non si sono ripetute". Lo ha detto il sindaco Alemanno, che ha aggiunto: "Ciò deriva dalla maggiore responsabilità che hanno dimostrato gli studenti e dalla grande professionalità dimostrata dalle forze dell'ordine che hanno attuato un sistema dissuasivo efficace e convincente che ha impedito nuovi incidenti e nuove provocazioni. Anche la scelta del Capo dello Stato di ricevere una delegazione di studenti è stata positiva perchè dimostra che c'è un terreno di dialogo se si rifiuta la violenza e si evita qualsiasi forma di illegalità".
Sotto piazzale Clodio. "Domani l'appuntamento è alle 9 a piazzale Clodio, davanti al Tribunale di Roma, per protestare contro il processo che si terrà nei confronti dei 23 arrestati durante la manifestazione del 14 dicembre scorso". Questo l'appello lanciato attraverso un megafono da uno degli organizzatori del corteo appena finito davanti alla stazione metro Piramide.
di VIOLA GIANNOLI, SARA GRATTOGGI, SIMONA CASALINI, GAIA SCORZA BARCELLONA e VALERIA PINI
mercoledì 1 dicembre 2010
sabato 27 novembre 2010
Assunzioni all'Atac
( La Repubblica) Assunzioni all'Atac, il sindaco chiede commissione d'inchiesta. Esplode il caso delle chiamate dirette all'azienda trasporti. Nel lungo elenco amici, mogli e parenti dei vertici della società. Alemanno sollecita un'indagine interna. Valeriani (Pd) annuncia un esposto alla Corte dei conti. Battaglia (Pd) invoca le dimissioni del primo cittadino.
Diventano un caso politico le assunzioni di parenti, mogli e amici all'Atac. Il primo ad intervenire è lo stesso sindaco. 'In relazione all'articolo pubblicato da Repubblica Roma relativo all'azienda Atac", si legge in una nota del Campidoglio riferita a presunte assunzioni clientelari nell'azienda di trasporto, "il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha dato mandato al nuovo amministratore delegato, Maurizio Basile, di procedere a un'inchiesta interna per verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell'ultimo decennio. I risultati di questa verifica saranno presentati dall'amministratore delegato entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti.
A gennaio sarà presentato il nuovo piano industriale di Atac attraverso il quale si garantirà il processo di riassetto dell'azienda di trasporto pubblico romano".
Nella vicenda interviene a gamba tesa il consigliere capitolino del Pd, Massimiliano Valeriani "E' incredibile il declino non solo Economico, ma anche morale delle aziende del gruppo Campidoglio oramai da due anni e mezzo. Dopo le note vicende in ama adesso è la volta di Atac le cui 800 e passa assunzioni hanno fatto lievitare di circa 50 milioni di euro i costi dell'azienda. Di questa triste vicenda l'aspetto più rilevante che sembra emergere è la fitta rete di parentopoli e affiliati politici fino alla nota di colore di una cubista molto nota nei locali notturni romani. Mi auguro che al più presto alemanno dica qualcosa. Tale situazione è così eclatante che sicuramente raccoglierà le attenzioni della Corte dei conti ed io stesso preparerò un esposto".
La richiesta di dimissioni. "La questione delle assunzioni atac colma ogni misura. In quindici anni le aziende comunali non hanno mai sfiorato il fallimento. Questo sindaco ci ha messo solo due anni e mezzo per portarle al tracollo. Il poltronificio di alemanno era già scandaloso, con personaggi inquietanti provenienti dalla galassia dell'estrema destra e figure intoccabili premiate con stipendi d'oro per non si sa bene cosa". Lo dichiara, in una nota, il consigliere provinciale del Pd, Pino Battaglia.
"Il punto è che non solo si assume massicciamente e in modo non trasparente ma si affidano a persone incompetenti posizioni dirigenziali e posti di comando- continua Battaglia- se, conseguenza prevedibile, questa gestione scellerata porta al rischio collasso aziende comunali dove lavorano migliaia di persone e la qualità del servizio è penosa, allora la soluzione non può essere che una: le dimissioni di un sindaco la cui amministrazione verrà ricordata come imbarazzante e triste pagina della storia di questa città".
Insulto ai romani Comincia ad essere chiara a tutti l'accezione che il centrodestra, e in particolare gli Alemanno boys, hanno del concetto di servizio pubblico: un luogo dove, a spese del 'pubblico', cioè tutti quanti noi, rendere un servizio a coniugi, parenti, figli, affini e conoscenti vari". Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell'Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio.
"La risposta a tutti quelli che si chiedevano da dove venisse il deficit che sta portando l'Atac sull'orlo del fallimento, e in particolare a coloro che dai banchi della maggioranza comunale si sono affrettati a scaricare le colpe sulle giunte precedenti, è semplice: 854 assunzioni per chiamata diretta negli ultimi 2 anni, per un costo di 50 milioni di euro l´anno. E nella lista ci sono tutti: congiunti dei dirigenti Atac, amministratori vicini politicamente all'amministratore delegato Adalberto Bertucci, parenti degli assessori, persino una cubista promossa alla segreteria della direzione industriale - aggiunge - Un insulto a tutti i romani, coloro che usufruiscono di mezzi pubblici sempre più scadenti, coloro che hanno figli in cerca di occupazione, coloro che passano la vita a studiare e si vedono scavalcare nella ricerca di un impiego da persone che possono mettere nel curriculum solo le famigerate 'conoscenze'. Uno scandalo che non concede margini di difesa. Oltre ai vertici Atac dovrebbero rassegnare le dimissioni anche Alemanno e tutta la sua giunta".
mercoledì 24 novembre 2010
La scuola è a pezzi
(La Repubblica ).Allarme di “Senza Tregua”
Il collettivo ha raccolto foto e segnalazioni degli studenti di 30 istituti della capitale a due anni dalla morte di Vito Scafidi, il ragazzo di Rivoli ucciso dal crollo del solaio del liceo Darwin. Il panorama è desolante: "Con i 358 milioni stanziati dal Miur, possibili solo 154 interventi sui 1330 necessari". Solo in tre edifici rispettato il tetto minimo di metri quadri a persona. In tutte le altre meno di 1,96 metri quadri a testa.
Vetri rotti, bagni inagibili, solai pericolanti: "La scuola è a pezzi". A dirlo è il collettivo Senza Tregua che per due mesi ha condotto una piccola inchiesta in 30 istituti della capitale (tra licei scientifici, classici, artistici e istituti tecnici), raccogliendo foto e segnalazioni degli studenti in tema di sicurezza e di edilizia scolastica, dal centro alla periferia.
"I finanziamenti del governo per l'edilizia scolastica - racconta Alessandro Mustillo, leader di Senza Tregua - sono sempre più insufficienti. E nel Lazio sono previsti, con i 358 milioni stanziati dal Miur, solo 154 interventi sui 1330 necessari". Una denuncia che è diventata un dossier che documenta, a due anni esatti dalla morte di Vito Scafidi, il ragazzo di Rivoli ucciso dal crollo del solaio del liceo Darwin, la situazione poco rassicurante delle scuole romane. "La Provincia ha fatto molto, quello che ci preoccupa di più sono le intenzioni dei ministri Gelmini e Tremonti che tagliano risorse fino a ridurre le classi a dei pollai invivibili, come accade oggi nel 10 per cento delle scuole romane". Solo in tre delle 30 scuole campione infatti (Giulio Cesare, Augusto e Istituto d'arte Roma Tre) è rispettato il tetto minimo di metri quadri per alunno. In tutte le altre ogni studente o docente ha meno di 1,96 metri quadri. Un problema non solo di sicurezza, ma anche di vivibilità.
Nell'ultimo triennio la Provincia di Roma ha investito circa 136 milioni di euro per 267 interventi di edilizia scolastica già appaltati, e altri 120 milioni per un centinaio di lavori da realizzare nei prossimi mesi. Ma i problemi restano e dal Dante al Plauto, dal Talete al Socrate, ragazzi e prof convivono spesso con edifici insicuri e precari. "Chiediamo ai presidi - insistono gli studenti - di non far finta di niente ma di denunciare queste situazione. L'abbiamo detto due anni fa e lo ripetiamo oggi: di scuola non si può morire". Proprio con questo slogan il Collettivo Senza Tregua ha manifestato stamattina davanti a Montecitorio per chiedere un piano decennale che risolva il problema dell'edilizia scolastica.
Ecco gli istituti romani che sono stati monitorati dal collettivo Senza tregua. Anche le foto sono state fatte dai ragazzi:
Armellini - Dante Alighieri - Falcone - Fermi - Gullace - Istituto d'Arte Roma II - Istituto d'Arte Roma III - Lattanzio, Levi Civita, Di Vittorio - Machiavelli - Liceo Mafai - Neumann - Nomentano - Pasteur - Peano - Plauto - Righi - Sibilla Aleramo - Socrate - Tacito - Vespucci - Visconti - Virginia Woolf
di VIOLA GIANNOLI
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